Cartelle esattoriali in Calabria: nullitā o inesistenza delle relative notifiche?

Cartelle esattoriali in Calabria: nullitā o inesistenza delle relative notifiche?

La fase della notifica della cartella di pagamento, è disciplinata dal DPR n 602/1973 che, sebbene intitolato "Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito", trova applicazione alla riscossione coattiva di tutte le entrate dello Stato, in virtù del disposto dell'articolo 18 del D.Lgs. 46/1999.

Il DPR n 602/1973 non detta, però, una disciplina della notifica della cartella di pagamento differente da quella sancita per l'avviso di accertamento; infatti l'art. 26 del DPR 602/1973 rinvia in toto alle norme che disciplinano la notifica dell' avviso di accertamento ed, in particolare, all'articolo 60 del DPR n 600/1973.

Tale ultima disposizione, nel recepire quasi completamente, in quanto applicabili, le disposizioni di carattere generale contenute nella sezione IV del Titolo sesto del Codice di Procedura Civile in tema di notificazione, prevede, tra le altre, la notifica a mezzo posta che deve avvenire a mezzo posta tramite invio di raccomandata con avviso di ricevimento che può avvenire solo nel domicilio fiscale del destinatario, così come sancito dall'articolo 60 del DPR n 600/1973.

Tale ultima modalità di notifica, ossia a mezzo del servizio postale, oltre ad essere disciplinata dagli articoli 148 e 149 del C.P.C., nonché dal principio base della notifica degli atti impositivi dettato dalla lettera c) dell'articolo 60 del DPR n 600/1973 ( ossia la necessaria notifica presso il domicilio fiscale), è altresì disciplinata dalla Legge n. 890/1982 .

Ai sensi dell'articolo 1 della predetta legge, l'ufficiale giudiziario può avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti, salvo che l'autorità o la parte richieda che la notificazione debba essere eseguita personalmente.

La forma di notificazione a mezzo posta si avvale della cooperazione di due soggetti distinti: l'ufficiale giudiziario e l'ufficiale postale; Il primo, dopo avere sottoscritto ai sensi dell'art. 148 del C.P.C. la relata di notifica, consegna l'atto all'ufficio postale "facendo menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento." (art. 149 CPC e art. 3 della legge 890/1982).

Con la consegna della busta all'Ufficio postale, la funzione della notifica, o meglio della consegna dell'atto, passa all'agente postale, il quale:

6) se la notifica avviene a mani proprie del contribuente, può procedere alla consegna dell'atto in qualsiasi luogo (articolo 138 del CPC);

7) se non si può procedere direttamente a mani proprie del contribuente, la consegna deve, necessariamente, essere circoscritta al suo domicilio fiscale mediante consegna a persona di famiglia o a persona addetta all'ufficio o all'azienda (articolo 60, lettera c, del DPR n 600/1973).

Recentemente, in materia di opposizione a pagamento di sanzione amministrativa, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20440 del 21 settembre 2006 ha stabilito che l’amministrazione è tenuta ad osservare le norme sulla notificazione degli atti giudiziari a mezzo della posta come dettate dalla Legge 20 novembre 1982, n. 890 e dal complesso di tale disciplina si desume che i relativi adempimenti non possono formare oggetto della concessione a privati come prevista per taluni servizi postali dall’art. 29 del DPR 20 marzo 1973, n. 156 e dagli articoli da 121 a 148 del regolamento di esecuzione approvato con DPR 29 maggio 1982, n. 655.

Ebbene, nel caso di specie, l’ “Equitalia E.TR. SpA” ha notificato una cartella di pagamento priva, negli spazi appositamente predisposti, della data di consegna all’Ufficiale Giudiziario, della firma del notificatore e della indicaziome del luogo di spedizione della raccomandata; ha affidato, inoltre, la notificazione ( che notificazione non può essere considerata ) della cartella esattoriale ad una società privata, la “Selecta SpA”, la quale, anzichè consegnare la stessa all’ufficiale giudiziario competente, ha provveduto alla notifica mediante una semplice raccomandata a.r. spedita addirittura dall’Ufficio Postale di Verona: pertanto, tale notificazione, priva della relata di notifica completa di tutti i suoi elementi effettuata - peraltro apposta senza alcun dato sul frontespizio della prima pagina e non in calce - ed effettuata anche da soggetto estraneo all’ufficio degli ufficiali giudiziari, è da considerarsi inesistente, con conseguente estinzione del pagamento delle somme portate dalla cartella impugnata.

Su tale modalità di notificazione e di compilazione della relata è anche intervenuta la Corte di Cassazione, Sez. V, sentenza del 21 marzo 2007, n. 6750 la quale tanto ha statuito: “…va premesso quanto stabilisce l’art. 148 c.p.c. - il cui testo pienamente coincide con quello dell’art. 60 d.P.R. 600/1973 - e cioè che “l’Ufficiale giudiziario certifica l’eseguita notificazione mediante relazione da lui datata e sottoscritta, apposta in calce all’originale e alla copia dell’atto”; che tale previsione è dettata a presidio dell’attività di notificazione degli atti, ossia alla regolare consegna di copia integrale degli stessi, in osservanza del principio della loro consegna in conformità all’originale; che proprio la regolare osservanza del principio della loro consegna in conformità all’originale; che proprio la regolare osservanza delle prescrizioni formali, imposte dalla legge all’Ufficiale giudiziario, in funzione del principio di ricezione, è il fondamento degli effetti che dalla notificazione scaturiscono (decadenza del diritto di impugnazione); che la relazione, che la legge vuole sia apposta solo in calce alla copia dell’atto notificato, e non in qualsiasi altra sede “topografica”del documento, ha la funzione, garantistica, di richiamare l’attenzione dell’Ufficiale giudiziario alla regolare esecuzione dell’operazione di consegna della copia conforme all’originale dell’atto; che solo la regolare esecuzione di un tale adempimento conferisce fede privilegiata alla relazione redatta dal Pubblico Ufficiale;…che il mancato rispetto delle formalità non offre garanzia che la consegna dell’atto sia avvenuta nella sua integralità e, di conseguenza, non comporta il prodursi dell’effetto giuridico ad esso conseguente, onde deve dirsi nulla la notificazione così eseguita, ai sensi dell’art. 156, II comma c.p.c., perché “l’atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo…”“.

Ed infatti, unico mezzo idoneo a garantire la conoscenza legale dell’atto è la formale notificazione, non certo la mera comunicazione, normalmente resa in busta chiusa: strumento questo che, poiché eseguito in via amministrativa e senza intervento di Pubblico Ufficiale (che attesta il contenuto della busta), garantisce la spedizione, non il contenuto del plico.

La Commissione Tributaria Provinciale di Parma con la sentenza n. 60 del 18 giugno 2008 (all. n. 2) e la Commissione Tributaria Provinciale di Genova con la sentenza n. 125 del 12 giugno 2008, hanno accolto i ricorsi proposti da alcuni contribuenti ed hanno dichiarato la inesistenza della cartella di pagamento priva dei sopra indicati requisiti di notificazione.

 

Avv. Gian Paolo Stanizzi
 
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