Diritto del Lavoro

Diritto del Lavoro
Con l’entrata in vigore della legge 183/2010 la conciliazione non è più obbligatoria.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 9 novembre 201 della legge 183/2010 cambia notevolmente la materia della risoluzione delle vertenze di lavoro.
Infatti, l’art. 31 modifica quanto previsto dall’art. 410 c.p.c. in materia di controversie di lavoro.
Alla luce di tali cambiamenti, riportiamo qui di seguito i primi chiarimenti forniti dalla Direzione Provinciale del lavoro in merito alle procedure per l’espletamento del tentativo di conciliazione.

Il Tentativo di conciliazione:

Con la legge 4 novembre 2010 n. 183 (c.d. collegato lavoro), in vigore dal 24 novembre 2010, il tentativo di conciliazione presso le Direzioni Provinciali del lavoro non è più obbligatorio e torna ad essere facoltativo.
L’obbligatorietà del tentativo di conciliazione permane unicamente in relazione ai contratti certificati in base al decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003. In tali casi il tentativo di conciliazione dovrà essere svolto nelle modalità previste dall’art. 410 c.p.c., come novellato dal collegato lavoro ed in conformità ai regolamenti delle commissioni di certificazione.
Le controversie di lavoro che insorgono tra lavoratori e datori di lavoro, pubblici e privati, possono essere risolte rivolgendosi alla Commissione Provinciale di Conciliazione istituita presso le Direzioni Provinciali del Lavoro, ai sensi dell’art. 410 c.p.c., come modificato dall’art. 31 della citata legge 183/2010.
Tale Commissione, presieduta dal direttore della Direzione Provinciale del lavoro o da un suo delegato o da un magistrato collocato a riposo, composta da 4 rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e da 4 rappresentanti delle associazioni datoriali, espleta il tentativo obbligatorio di conciliazione.

Procedura di attivazione della conciliazione:
La richiesta di conciliazione può essere promossa sia dal lavoratore che dal datore di lavoro con richiesta sottoscritta, ovvero, per il tramite di un’associazione sindacale alla quale si conferisce mandato.

La richiesta deve essere sottoscritta dal soggetto interessato e consegnata o spedita, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, alla Commissione Provinciale di Conciliazione.
Copia della richiesta deve essere consegnata o spedita, con raccomandata con ricevuta di ritorno, a cura di parte istante, alla controparte.

La richiesta di conciliazione deve contenere:

  • Nome, Cognome e residenza dell’istante e del convenuto, se l’istante o il convenuto sono persona giuridica, un associazione non riconosciuta o un comitato, l’istanza deve indicare la denominazione o la ditta nonché la sede.
  • Il luogo dove è sorto il rapporto di lavoro, ovvero dove si trova l’azienda o sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale prestava la sua opera al momento della fine del rapporto.
  • Il luogo dove devono essere fatte alla parte istante le comunicazioni inerenti alla procedura.
  • L’esposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa.

 

Nel caso la controparte intenda aderire alla procedura conciliativa, la stessa dovrà depositare presso la commissione di conciliazione, entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta, una memoria contenente le difese e le eccezioni in fatto ed in diritto, nonché le eventuali domande in via riconvenzionale.

Ove ciò non avvenga, ciascuna delle parti è libera di adire l’autorità giudiziaria.

La conciliazione, acquisito il consenso del ricorrente, può avvenire anche quando l’intervento del convenuto (le memorie difensive) giunga oltre il termine di 20 giorni.

Entro 10 giorni dal deposito della memoria di controparte la Commissione provvede alla convocazione delle parti per la definizione della controversia.

Entro 30 giorni dalla convocazione delle parti deve svolgersi il tentativo di conciliazione dinnanzi alla Commissione di Conciliazione.

Espletato il tentativo di conciliazione:

  • Se la conciliazione riesce, anche parzialmente, si redige processo verbale sottoscritto dalle parti e dalla commissione. Tale verbale a cura della parte interessata viene trasmesso al Tribunale territorialmente competente e il Giudice, con decreto lo dichiara esecutivo.
  • Se non si raggiunge l’accordo tra le parti, la Commissione formula una proposta per la bonaria definizione della controversia che, qualora non venga accolta dalle parti, viene riassunta nel verbale unitamente alle valutazioni espresse delle stesse.

Delle risultanze della proposta e delle motivazioni espresse dalle parti il Giudice terrà conto in sede di giudizio.

Fase Transitoria

Per quanto riguarda le istanze di conciliazione pervenute prima del 24 novembre 2010 e per le quali la Commissione  di conciliazione ha già convocato le parti, ovvero, non ha ancora fissato la data di convocazione sarà necessario riformulare la predetta istanza secondo le modalità appena descritte previste dalla legge 183/2010.

 
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